Posizionata in
modo privilegiato fra l'Etna e il mare, con
un clima mite e paesaggi incontaminati,
Zafferana Etnea vanta un territorio tra i
più vasti all'interno del Parco dell'Etna,
di grande interesse naturalistico che dal
Monte Ilice si estende alla Val Calanna.
Dista appena 20 minuti da Taormina ed è un
centro turistico di ottimo livello, con una
comunità viva, moderna, inserita nei grandi
circuiti europei della cultura e del
turismo. La storia di Zafferana è legata a 3
valli di grande attrazione turistica per chi
ama la natura selvaggia dell'Etna. In Valle
San Giacomo troviamo le origini storiche
della cittadina, con i primi insediamenti
abitativi. La Valle del Bove ha rivestito
nell'antichità un ruolo importante per
l'economia, con i pascoli, la produzione del
carbone e il commercio del ghiaccio. Oggi è
una grande attrazione per l'escursionismo.
La Val Calanna era in passato ricca di
frutteti e castagneti, ma è stata ricoperta
dall'eruzione del 1992. Il notevole valore
scientifico che riveste questa zona, con le
lave e il suo meraviglioso paesaggio, ha
portato Zafferana ad essere un punto di
riferimento per gli escursionisti e gli
studiosi di tutto il mondo. La sua economia
è prevalentemente turistica, con punte
massime di presenze annue che hanno toccato
negli ultimi anni il milione di turisti.
Km 24 da
Catania. Situata a 574 mt. s.l.m.
Economia: turismo, agricoltura, apicoltura e
commercio del legname.
L'abitato si formò nel 1387 durante il
priorato di San Giacomo, nello sbocco della
Valle del Bove, luogo da dove convergono le
colate laviche dei crateri orientali
dell'Etna.
Proprio da queste bocche eruttive è stata
più volte causata la distruzione
dell'abitato. Ma il paese è sempre risorto,
diventando un luogo di villeggiatura estiva.
In Piazza Umberto I si trova la Chiesa Madre
che presenta una facciata barocca.
All'interno è possibile ammirare un dipinto
del celebre Giuseppe Sciuti, di Zafferana:
San Giuseppe col bambino.
Nella stessa piazza è il Municipio, nei cui
locali sono custodite altre due opere di
Sciuti: "Le Arti" e "l'Eruzione del
1852". Quest'ultima opera è uno stendardo
portato in processione negli anniversari
dell'eruzione, la cui colata lavica si fermò
alle porte del paese.
Zafferana
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