NUOVA ESECUTORIA
Il 6 ottobre 1625 Don Francesco Valguarnera chiese ed ottenne
una nuova esecutoria di questo privilegio, forse perché si
esprimessero in modo più chiaro i suoi diritti feudali. Il 26
gennaio 1628, dopo avere informato i paesi vicini ed averne ricevuto
risposta, il Duca di Alburqueques Vicerè a nome di Re Filippo IV
rinnovò la esecuzione del "Privilegio" di carlo V.
In questa nuova esecutoria gli viene, in pratica, conferito il
titolo di Principe. Con Francesco Valguarnera, il paese assume la
dimensione di Principato formato da 100 famiglie e da 350 abitanti.
Da quel momento il Paese prenderà ufficialmente il nome di "Valguarnera"
e così verrà trascritto in tutti gli atti pubblici, mentre il nome "Caropepe"
continuerà ad indicare il territorio rurale su cui fu edificato il
paese. In epoca relativamente recente al nome Valguarnera fu
aggiunto anche Caropepe, ormai rimasto in tutti gli atti che lo
riguardano, forse per distinguerlo da Valguarnera Rakali.
SCAVI DI CONTRADA MARCATO
Recentemente tra le colline di Contrada "Marcato" degli scavi hanno
portato alla luce un insediamento abitativo, che sembra risalire al IV
millennio a.C.
Durante gli scavi sono stati ritrovati uno scheletro umano della tarda
età del rame e delle ceramiche della prima età del bronzo tali
ritrovamenti naturalmente fanno pensare alla possibilità dell'esistenza
di una qualche civiltà che possa avere avuto degli influssi su eventuali
altri insediamenti nel territorio, il che farebbe riscrivere la storia
di Valguarnera.
STEMMA
Lo stemma del Comune adottato in epoca recente (1964) raffigura uno scudo
sormontato dalla corona del principe, su cui campeggiano da un lato la
corona della contea su due fasce orizzontali e dall’altro un contadino
con l’aratro, il tutto su di un ramoscello d’ulivo e uno di quercia,
simbolo di laboriosità.
PERSONAGGI
ILLUSTRI
Sebastiano
Arena (n.22/01/1826 m. 13/01/1889),
di eccelse doti intellettuali e morali, rimane nella storia di
Valguarnera come individuo di grande equilibrio, animato da apprezzabile
amore verso il prossimo, qualità, quest'ultima, consacrata nel suo
testamento, con il quale lasciava suo erede universale l'ospedale di
Valguarnera. Sindaco di Valguarnera intorno al 1880 sognava per il suo
paese un ospedale che potesse accogliere gli ammalati assistiti dal
comune. L'opera concorde di Sebastiano Arena e del Beato Padre Giacomo
Cusmano, portò alla fondazione dell'istituto Boccone del Povero(1883).
Gli venne concessa la onoreficenza della Corona d'Italia per meriti
politici, avendo tenuto a freno un complotto di evidente connotazione
borbonica.
Giacomo
Magno (n. 23/11/1880 -m.02/12/1972)
Ordinato sacerdote il 10/08/1903, divenne presto segretario di Mons.
Mario Sturzo, vescovo della Diocesi di Piazza Armerina. In vita
ricoprì sempre ruoli importanti nell'ambito della Chiesa, dal
1916 al 30/04/1971 fu parroco della Chiesa Madre di Valguarnera, e
durante questo periodo si dedicò alla stesura delle "Memorie storiche di
Valguarnera Caropepe", preziosissima testimonianza degli usi e dei
costumi del paese. La sua opera non si limitò solo a questo: fu lui
infatti a volere la prima Scuola Media del paese, autorizzazione
ottenuta a costo di enormi sacrifici. Per realizzare ciò mise a
disposizione locali e arredamento parrocchiale, non percependo utili e
pagando i docenti con la retta degli alunni. Quando nel 1959 la scuola
diventò statale, cedette tutto l'affidamento. Durante il secondo
conflìtto mondiale, tramite la Santa Sede e la C.R.I. mise in contatto
epistolare soldati prigionieri e famiglie.
Francesco
Lanza (n. 5/7/1897- m. 6/1/1933).
Avvocato, giornalista e scrittore è comunemente ritenuto il più illustre
tra i personaggi valguarneresi. Profondo studioso della natura, la
descrisse a meraviglia nei suoi bozzetti. A colloquio intimo con i
nostri contadini, ne rivelò il
carattere e gli usi: apprese dalla loro bocca aneddoti brìosi e satirici
ed anche lascivi, e li colorò con tinte suggestive. Tra le
opere annoveriamo oltre al suo capolavoro "I mimi sicílíani", "Fiordispina","Poesie
di gioventù","Storie e terre di Sicilia","Paese".Pubblicò ad Enna con
Nino Savarese "Il lunario Siciliano". Morì giovanissimo all'età di 36
anni.Il 5 luglio 1997, in occasione delle celebrazioni del
centenario della sua nascita, l'amministrazione comunale di Valguarnera
ha posto una lapide sulla facciata del Comune.
Angelo Pavone (n.
20/8/1916- m. 22/1/1944).
Durante la ritirata dall'Africa settentrionale (seconda guerra
mondiale), questo nostro concittadino si distinse per il suo eroismo,
infatti con la sua mitragliatrice resistette a lungo all'avanzata degli
inglesi a Tobruk: ma sopraffatto, cadde sulla sua arma e meritò che il
nemico gli presentasse le armi, riconoscendo il suo eroismo. Gli fu
dedicata la medaglia d'oro alla memoria, consegnata solennemente alla
sua anziana madre. In segno di omaggio gli fu intitolata una delle più
belle strade del paese e nella piazza della Repubblica fu murata una
lapide commemorativa.
Don Lorenzo Maria
Polizzi
Dottore e Cavaliere del sacro ordine Gerosolomitano fonda nel
1590 il convento dei Filippini ottenendo dal barone Giuseppe Grimaldi da
Messina tutto il territorio dove “esisteva il sacro ritiro nel feudo di
Caropepe”. La congregazione in onore della miracolosa apparizione della
Madonna, fu consacrata a Maria SS. della Grazia, di cui ancora oggi
esiste un quadro, si pensa portato dal Polizzi nella chiesa del Boccone
del Povero e poi trasferito in apposita cappella. Il suo nome è
indiscutibilmente legato al Romitorio che, dopo il castello dei
principi, era il secondo insediamento urbano di Valguarnera.
Stefano
Spina Nato il 26/12/1799-morto il
15/12/1854.
Uomo di elevatissima cultura, entrò giovanissimo nella congregazione del
SS.Redentore. Fu sacerdote insigne per ingegno e nobiltà d’animo.All’età
di 34 anni scrisse la sua prima opera “Le sette parole di Gesù Cristo
sulla Croce”. Da allora scrisse molte opere religiose e filosofiche. Tra
le altre sono da ricordare la “Orazione funebre in lode del Padre Don
Pasquale Buono” e la “Orazione funebre in lode di Salvatore Capizzi”.
Esercitò a Palermo ed a Napoli, dove riuscì ad accattivarsi la stima dei
Borboni e divenne confessore della Regina.
Gianbattista Callerame
Nato a Valguarnera nel 1803, morto a Catania nel 1881.
E’ una delle figure più rappresentative e qualificate della storia
valguarnerese. Uomo di grande cultura umanistica e scientifica, si
distinse particolarmente per la sua attività di professore universitario
e per il suo forte impegno religioso, politico, sociale. Padre minorita,
al secolo chiamato Antonio, insegnò presso l’università di Catania,
dove acquisì lustro nelle lettere, nelle scienze naturali e
nell'astronomia. Ancora oggi il suo busto si trova presso la
magnifica Università di Catania, alla quale donò, tra l’altro,
una interessante raccolta di conchiglie fossili.
Fu provinciale nell’ordine dei Minoriti a Palermo e a Catania.
Durante la rivoluzione del 1848 sedette al Parlamento Siciliano.
Con la soppressione delle corporazioni religiose, nel 1886,
curò la sua attività sociale, religiosa e culturale a Valguarnera. La
sua interessantissima e ricca biblioteca rimase in buona parte al
prof.Eugenio D’Amico, ma in seguito andò dispersa. I moti popolari
del 1893 distrussero anche documenti e opere e quanto poteva
costituire testimonianza dell’infaticabile opera di questo illustre
personaggio.
Don Ludovico
Giosue' Litteri
Figlio di Don Pasquale Litteri fu uomo di grande cultura,bontà e
generosità, infatti, sulla scia degli insegnamenti paterni mise a
disposizione dei bisognosi le sue fortune. Con testamento del
23.11.85, rogato dal notaio G. Calì, istituì il ” monte di pietà” a
beneficio dei poveri dotandolo di onze duemila, prescrivendo che il
monte fosse regolato come quello di Palermo, e cioè con il tasso del
7%. Gli interessi erano destinati al proprio figlio, Pasquale,suo
erede universale. Il Regio Governo con decreto 9.2.1820 dispose
che l’interesse che doveva andare al figlio dovesse essere pari l
6% e non come prescritto del 7%, si pensa per incamerare la differente
quota dell’1% a favore dell’erario.
Girolamo
Valenti (Valguarnera, 1892 – New York,
1958)
Finiti gli studi secondari a Catania, nel 1911, emigra a Rochester negli
USA. Diventa presto uno dei membri più autorevoli della Federazione
Italiana del Partito Socialista d’America percorrendo una brillante e
combattiva carriera di pubblicista e di sindacalista. Dirige il
quotidiano “La Parola Proletaria”, scrive per giornali quali “Il
Veltro”, “Nuovo Mondo”, “La Stampa Libera” e diventa corrispondente de
“L’Avanti!” diretto da Serrati. Nel 1936 venne nominato portavoce
ufficiale della manifestazione newyorkese che riunì gli antifascisti in
occasione del Columbus Day. Fu più volte minacciato di morte dalla mafia
e dai fascisti, ma proseguì con fermezza nella sua battaglia a favore
della democrazia e dei lavoratori italiani immigrati in America, finendo
per diventare direttore dei programmi in lingua italiana di varie
stazioni radio. Oriana Fallaci lo annovera, assieme a Salvemini ed
altri, fra gli “intellettuali di grande valore” che la colonia
antifascista italoamericana contò a New York negli anni Trenta del
secolo scorso.