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 Turismo Culturale Sicilia

La Sicilia, si sa, è una regione caratterizzata da cultura millenaria, da innumerevoli monumenti rappresentanti le differenti dominazioni succedutesi nel corso dei secoli, da aree archeologiche di estrema bellezza e straordinarietà e da musei caratterizzati da rilevanti e interessanti reperti. Da sempre presa d’assalto dai turisti, oltre che per le bellezze naturalistiche, paesaggistiche e gastronomiche, anche e soprattutto per l’intensa e molteplice offerta culturale, pare che nel corso degli ultimi due anni l’affluenza dei turisti abbia subito un drastico calo. Calo registrato in riferimento al numero dei turisti in visita ai musei e ai siti archeologici, forse dovuto soprattutto all’elevato numero di strutture chiuse per lavori di restauro e alla scarsa attrattività dei luoghi.

I numeri parlano chiaro. I dati, inerenti il periodo intercorrente tra il 2007 e il primo trimestre del 2009, rispecchiano una situazione che, forse trascinandosi anche a causa della crisi, ha visto una riduzione nel numero dei visitatori presso le aree storiche e culturali dell’isola nettamente superiore al suo normale andamento e al suo consueto trend.

Passando in rassegna i principali monumenti storici è ben comprensibile il drastico calo dei visitatori. Il Teatro antico di Taormina è passato dai 777.000 visitatori nel 2007 ai 707.000 nel 2008, registrando nel primo trimestre 2009 soltanto 49.000 accessi. Il Duomo di Monreale, dai 267.000 turisti, è sceso a ben 210.000 visitatori con una perdita di 50.000 persone nell’arco di un solo anno. La Valle dei Templi di Agrigento ha subito una perdita di addirittura 62.000 turisti, l’Orecchio di Dionisio di Siracusa di 54.000, l’area archeologica di Segesta di 25.000 mentre quella di Morgantina ha visto un calo di 3.000 persone.

A Palermo a risentirne sono stati soprattutto gli edifici museali e i palazzi storici. Il Museo Salinas, il Museo Abatellis e la Chiesa di San Giovanni degli Eremiti sono stati penalizzati dalla chiusura predisposta per l’effettuazione dei lavori di restauro e di ripristino sia dei reperti che dei locali interessati. D’altra parte, come nel resto dell’isola, anche i monumenti non interessati dai lavori hanno registrato una riduzione significativa dell’affluenza dei turisti. Il Castello della Zisa e il Palazzo Mirto hanno perso rispettivamente 5.000 e 8.000 visitatori.

Una ventata di novità e di cambiamento nel settore dovrebbe arrivare grazie ai finanziamenti europei 2007-2013 che, come spiega l’assessore regionale ai Beni Culturali Lino Leanza, saranno indirizzati verso la promozione, la valorizzazione e la comunicazione del patrimonio artistico, culturale e archeologico dell’isola. “Per far conoscere i luoghi e valorizzarli, per far girare i beni culturali, portarli fuori dagli scantinati e metterli alla luce. Con il Por abbiamo 30 milioni l’anno fino al 2013 e non li destineremo al restauro, lì abbiamo già dato tanto e anzi troppo. Da oggi, mantenendo alla Regione la tutela e la responsabilità scientifica, bandiremo le gare per la gestione ai privati.”

Ad eccezione di siti quali il Colosseo, il Foro Romano e il Museo Egizio di Torino che non sembrano aver risentito di questa inversione di tendenza, sulla base dei dati presentati da Federculture si evidenzia infatti un calo di visitatori alle attrattive culturali registratosi su tutto il territorio nazionale in ugual misura. La colpa non bisogna attribuirla solo ed esclusivamente alla crisi e, di conseguenza, al cambiamento dei consumi delle famiglie italiane e non, ma va ricercata anche nella scarsa attrattività esercitata dai musei visti nell’immaginario collettivo come luoghi noiosi e monotoni.

Bisogna quindi rimboccarsi le maniche ed investire su elementi alternativi e di nuova applicazione quali la promozione e la comunicazione dei beni culturali. Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi, spiega così l’inevitabile cambiamento di rotta ad attuare il più presto possibile “In Sicilia c’è un grande luna park del divertimento culturale, Monreale e tanto altro, un inestimabile universo da mostrare. Ma da mostrare bene.”

D’altronde in un paese come l’Italia che ha milioni di capolavori artistici, che produce arte in continuazione, che presenta oltre 3.000 musei, è necessaria un’organizzata azione di sistematizzazione, valorizzazione e diffusione concreta di tale offerta servendosi di quelle tecniche manageriali che sono in grado di farlo. Al fine di promuovere un patrimonio che tutti c’invidiano, è giusto escogitare anche un modo di fare marketing per la nostra arte.

Le parole d’ordine per innescare un cambiamento radicale nell’ambito del turismo museale-culturale sembrano quindi essere le seguenti: elevata promozione, adeguata comunicazione, ulteriore potenziamento dei servizi aggiuntivi e una definita strategia di marketing

 

 
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