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La Madonna di Enna

Ben 52 delle 126 chiese di Enna erano dedicate alla Madonna, con le varie intitolazioni, può, questo, dire, della grande devozione degli Ennesi a Maria, Madre di Gesù. Nel 1674 si celebrò la più grande festa in onore della Madonna. E' necessario premettere che nel 1412, in Enna, esistevano ancora manifestazioni di vita pagana; alcuni strati della popolazione non dimenticava Cerere e le pratiche pagane erano manifeste in orgie e in baccanali, mentre altri gruppi erano fedeli a Maometto, un retaggio di fede lasciato dalla lunga e pesante dominazione araba. Ciò costituiva una evidente preoccupazione per i Senatori della Università. Non avevano torto. Ancora in quel tempo, il popolo celebrava le pagane cerealia, le feste che nel periodo del raccolto, quando il biondo grano veniva mietuto e trebbiato, si solennizzavano in onore di Cerere, Dea dell'agricoltura. In Enna, la bionda Dea, aveva avuto, nei tempi antichi, il celebre tempio, al quale i popoli di tutte le contrade dell'Impero di Roma, avevano inviato ambascerie propiziatorie e l'influsso di questa religiosità permeava usi e costumi del popolo ennese, tanto che, allorquando Marco Tullio Cicerone venne ad Enna, per perfezionare la sua arringa contro Verre, pretore romano, processato per le ruberie perpetrate durante il suo governo in Sicilia, ebbe ad esclamare che, per il loro incedere, per la sobrietà dei costumi, per la gravità delle discussioni, gli Ennesi, a lui, erano sembrati tutti dei Sacerdoti. Nell'invocare il patrocinio della Madonna, il Senato pensò di solennizzare la festività patronale nei giorni in cui si ricordavano le cerealia e perciò pensò di porre la Città sotto la celeste protezione di Maria SS. della Visitazione che, sin dal Secolo XIII, la Chiesa ricordava e festeggiava per il 2 Luglio, e che in quell'anno 1412, il Pontefice, aveva raccomandato di ricordare con particolari preghiere.

Domenica delle Palme

I riti si aprono la Domenica delle Palme, allorquando viene evocato l'ingresso di Gesù a Gerusalemme. Da allora sino a Mercoledì Santo, ciascuna delle ben 15 confraternite della città, muove dalla propria chiesa in processione verso il Duomo trecentesco, dove si svolge un'ora di adorazione. Questo ciclico deflusso coinvolge migliaia di confratelli, che rappresntano circa un decimo della popolazione della città. Ogni confraternita ha una propria veste, peculiare e particolare per colori e forme, una mantellina e un modello di cappuccio, oltreché bastoni intarsiati, oggetti preziosi, statue, cimeli e stendardi. Queste confraternite hanno in genere diversi secoli di storia, alcune persino mezzo millennio di tradizioni.

Venerdì Santo

Venerdì Santo è il giorno clou, il culmine e l'apice dei riti pasquali, ed è notoriamente unico in tutta Italia e all'estero. La messa che si tiene al Duomo, è seguita da alcuni riti tradizionali: i canonici, agghindati con cappuccio viola e la coda che tocca terra, e l'ermellino bianco sulle spalle, scalzi, percorrono la navata centrale del Duomo in tutta la sua lunghezza, genuflettendosi tre volte rievocando le tre cadute di Cristo salendo verso il Calvario. I canonici rilevano il crocifisso, e alle 17 la banda ne aspetta la trionfale uscita dal Duomo, acclamata dalla folla, per dare il via alla suggestiva processione con l'urna del Cristo Morto. Questa è propriamente un rito funebre, perciò, nel silente e commovente defluire della processione, le migliaia di fedeli e turisti che si accalcano ai lati delle strade più belle del centro storico, tacciono e ascoltano con un'irreale compostezza le marce funebri intonate dalla banda. Man mano che viene compiuta strada, alla processione si aggiungono progressivamente tutte le 15 confraternite, e l'enormità di 3000 confrati incappucciati rende Enna il vertice isolano dei riti pasquali.Il fercolo dell'Addolorata (dalla cui chiesa escono, a un certo punto del tragitto, quasi tutte le confraternite) viene portato in processione fino al Duomo. I confrati reggono fercoli dorati che agitano sfavillii suggestivi durante la cerimonia, e baldacchini sfarzosi accolgono la Croce reliquiario e la statua della Madonna Addolorata. Infine, la processione, in un'aurea di struggente solennità, fa rientro al Duomo.

Domenica di Pasqua

La Domenica di Pasqua si concludono in grande stile le celebrazioni del Venerdì Santo: la festa della Resurrezione ha luogo nella Chiesa del SS. Salvatore, mentre il pomeriggio si svolge la Processione della Pace (Paci in dialetto), allorché la Madonna e il Cristo Risorto vengono portati dai confrati in processione, per convergere su piazza Duomo. Quando il Cristo Risorto appale all'ombra della mole del Duomo, il velo nero che sino ad allora ha ricoperto l'Addolorata cade, i due fercoli sfavillanti corrono l'uno verso l'altro in ino sfondo di forte impatto coreografico, quindi vengono portati dentro alla Chiesa Madre dove rimarranno per una settimana.

 

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