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La storia del Museo
Archeologico Regionale Eoliano "Luigi Bernabò Brea" di Lipari ha
inizio intorno al 1950, quando il campo di confino politico che
aveva avuto sede sul Castello in età fascista venne disciolto e fu
possibile dare avvio agli scavi ed alle ricerche archeologiche,
condotti da Luigi Bernabò Brea, allora Soprintendente della Sicilia
Orientale, e Madeleine Cavalier.
Attraverso l’intensa e continua attività scientifica svolta
negli anni dai due studiosi il Museo Archeologico da loro fondato,
ricadente fino al 1987 nell'ambito della Soprintendenza di Siracusa,
successivamente di quella di Messina, si è andato costituendo e
progressivamente sviluppando, trovando la sua sede adeguata nei
locali lasciati liberi dal campo di concentramento, al centro della
più importante zona archeologica delle isole Eolie. La struttura ha
dovuto adattarsi agli edifici già esistenti e si è resa pertanto
necessaria la suddivisione in più padiglioni, mentre in altri locali
sono stati sistemati i laboratori, i depositi ed i servizi. Da un
primo piccolo nucleo costituito già negli anni 50 per accogliere i
risultati delle ricerche iniziali, il Museo ha visto fino ai giorni
nostri un grande ampliamento in seguito al rapido incremento delle
sue collezioni ed al continuo afflusso di sempre nuovi ed importanti
reperti frutto sia degli scavi sistematici condotti a Lipari e nelle
isole minori, sia di scoperte occasionali.
II Museo di Lipari è
attualmente suddiviso in cinque sezioni che illustrano la millenaria
storia dell'arcipelago. Alcune di esse si trovano all'interno di
edifici di antica costruzione, come il seicentesco palazzo
vescovile, adiacente alla Cattedrale di S. Bartolomeo, che ospita il
Padiglione di Archeologia Preistorica, e le vicine case Acunto, sede
della Sezione di Preistoria delle isole minori, del Padiglione di
Vulcanologia, della biblioteca e dei laboratori. La Sezione di
Archeologia Classica, a Nord della Cattedrale, si trova invece
all'interno di uno dei palazzi di età fascista costruiti intorno al
1920; allo stesso periodo appartiene il piccolo edificio destinato
alla Sezione Epigrafica, all'interno del parco, alle spalle della
Sezione Preistorica.
Gli ampliamenti più significativi sono stati realizzati negli
anni 80 e 90 nel Padiglione di Archeologia Classica dove sono state
allestite nuove sale dedicate all'Archeologia sottomarina, alla
collezione delle maschere e statuette teatrali, alla Lipari di età
romana.
La visita al Museo Archeologico di Lipari rappresenta una
tappa fondamentale ed emozionante per chi vuole conoscere l' origine
degli insediamenti e la storia delle isole Eolie.
II percorso à agevolato e ben guidato dalla presenza in ogni
sala di apposite didascalie, in italiano ed in inglese: didascalie
rosse con le informazioni principali, didascalie nere per una visita
più approfondita.
Attualmente è articolato in cinque padiglioni, allestiti
all'interno degli edifici medievali e moderni preesistenti sul
Castello:
- la Sezione preistorica espone i
reperti provenienti dagli scavi degli insediamenti preistorici del
Castello di Lipari e di altre località dell'isola, dalla cultura più
antica di Castellaro Vecchio (intorno al 4000 a.C.) fino alla
distruzione del villaggio della cultura dell'Ausonio Il (fine X-
inizi IX secolo a.C.) (sale I-IX). L'ultima sala (sala X) è
dedicata alla fondazione della Lipàra greca nel VI secolo a.C. e
raccoglie i reperti provenienti dall'acropoli sul Castello, in
particolare gli oggetti rinvenuti all'interno del bothros di Eolo, e
dall'abitato che si estendeva alle pendici della rocca e nella
contrada Diana.
- il Padiglione epigrafico, al quale
si accede dalla sala X della Sezione Preistorica, conserva oltre
trecento cippi o stelai funerarie, che recavano scritto il nome del
defunto o dediche di vario genere, provenienti dallo scavo della
necropoli greca e romana di contrada Diana.
- la Sezione delle isole minori è
dedicata agli insediamenti preistorici delle isole minori
dell'arcipelago delle Eolie(sale XI-XV).
- la Sezione di Archeologia Classica
è articolata su tre piani. A destra dell'ingresso, nella sala XIX, è
la ricostruzione della necropoli dell'Ausonio II (inizi del XII
secolo a.C.) ritrovata a Lipari nell'ex piazza Monfalcone. Nella
sala XX sono esposti i tipi più caratteristici di sarcofagi in
terracotta e in pietra lavica, di grandi vasi utilizzati come
contenitori del corredo funerario o, più di rado, delle ceneri del
defunto, e delle stelai tombali provenienti dalla necropoli che si
estendeva in età greca nella vasta area pianeggiante della contrada
Diana, tra il Vallone Ponte (a Sud) ed il Vallone S. Lucia (a Nord),
al di fuori del centro abitato. Gli scavi archeologici nella
necropoli hanno portato alla luce, fino ad oggi, quasi 3000 tombe,
dotate nella maggior parte di ricchi corredi funerari (vasi di forme
diverse, oggetti personali, statuette, maschere, gioielli) posti
prevalentemente all'esterno della sepoltura, nell'angolo Sud-Ovest,
all'interno di grandi vasi. I corredi funerari sono esposti ai piani
superiori: dalla sala XXI alla sala XXV i corredi di età greca
(dalla colonizzazione nel 580 a.C. fino alla conquista dei Romani
nel 252/51 a.C.), nella sala XXVI i corredi di età romana. In quest'ultima
sala sono raccolte inoltre le ceramiche di età medievale e
rinascimentale.
Tornando al piano terreno, la sala XXVII ospita i reperti
rinvenuti sui fondali delle isole Eolie; si tratta di anfore per il
trasporto di alimenti (olio, vino, grano), di vasi, di ancore,
trasportati dalle navi che, in transito nei mari eoliani, sono
affondate sulle secche o contro gli scogli a causa di improvvise
tempeste.
I fondali marini delle isole Eolie costituiscono un vero e
proprio cimitero sommerso di navi. Il materiale archeologico fino ad
ora recuperato, frutto sia degli scavi condotti a partire dagli anni
'60, sia di recuperi occasionali, proviene da circa venti relitti di
navi.
Queste, sorprese durante la navigazione da venti improvvisi,
soprattutto di Scirocco e di Grecale, avranno fatto naufragio contro
le scogliere o sulle secche in punti delle isole particolarmente
pericolosi, come la secca di Capistello e quella del Bagno a Lipari,
la secca di Capo Graziano a Filicudi, gli scogli appena affioranti
delle Formiche a Panarea. Altri reperti provengono, inoltre, dalle
aree di discariche portuali, ovvero da punti di approdo, in gran
parte non più visibili, come la baia di Pignataro di Fuori a Lipari
di fronte al Monte Rosa, dove le navi in sosta usavano scaricare
anfore o vasi fratturati. Gli agenti atmosferici e l’azione erosiva
del mare hanno, infatti, nel corso degli anni, modificato la
conformazione delle coste delle isole e probabilmente ridotto o
occultato punti di approdo più agevoli, soprattutto lungo la costa
occidentale dell' isola di Lipari, oggi caratterizzata da scogliere
impraticabili.
AI piano terreno, nelle sale XVI-XVIII, a sinistra
dell'ingresso, sono state ricostruite tombe dell'età del Bronzo e
dell'età del Ferro scavate nella vicina Milazzo negli anni '50 e
'60, insieme a reperti provenienti da una necropoli di età greca.
- La Sezione di Vulcanologia
introduce alla conoscenza delle caratteristiche geologiche delle
isole Eolie, di origine vulcanica, attraverso la visione di
plastici, carte e fotografie e l'esposizione di campioni delle rocce
vulcaniche locali.
entra nel mondo labellasicilia.it
per essere segnalato invia e-mail:
info@labellasicilia.it
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