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La città di Messina omprende certamente una buona fetta del territorio isolano grazie alla presenza di 108 comuni sparsi in una estensione territoriale di 3.247,34 kmq. La provincia comprende. dunque, innumerevoli e rinomati centri dalla notevole importanza storica e naturalistica. Nonostante la presenza nefasta di terremoti, come quello catastrofico avvenuto nel 1908, ed eventi bellici che hanno danneggiato notevolmente la citta' di Messina, essa ha avuto sempre la capacita' di ricostruirsi unendo elementi nuovi e mantenendo, nonostante tutto e con caparbieta', il vecchio tracciato urbano. La citta' di Messina ha come Protettrice la Madonna della Lettera e va ricordata innanzitutto per i ruderi della Chiesa dedicata a S. Maria d'Alemanna, importanti perche' sono uno dei pochi esempi dell'arte gotica che hanno saputo resistere all'incuria del tempo e a cataclismi come terremoti e guerre. Punto commerciale strategico, Messina diviene anche luogo di incontro e scambio non solo di prodotti, ma di correnti artistiche e di idee, è in un ambiente ricco di stimoli quindi che vengono a formarsi personalità quali Antonello da Messina.

Museo Regionale
Il percorso proposto segue l'avvicendarsi dei periodi storico artistici a partire dall'epoca bizantina e normanna. Dipinti, bassorilievi e capitelli caratterizzano le prime sale. Emergono un bel crocifisso ligneo policromo della prima metà del Quattrocento (terza sala entrando sulla destra) e un medaglione in terracotta invetriata della bottega dei Della Robbia raffigurante una Madonna dallo sguardo dolcemente rivolto verso il bambino. Nella sala successiva si evidenzia l'influsso fiammingo. Il realismo e l'attenzione per i particolari del bordo del manto e dei polsi della veste della Madonna col Bambino attribuita ad un seguace di Petrus Christus (XV sec.) si ritrovano nella bella, ma rovinata composizione di Antonello da Messina, il Polittico di S. Gregorio (1473). In lui la linearità compositiva si unisce alla minuzia fiamminga, come dimostra la realizzazione della veste della Madonna. L'armonia compositiva viene sottolineata dalla scelta prospettica che utilizza un unico punto di fuga e sfonda il pannello centrale per allargarsi a quelli laterali. Il basamento infatti prosegue ai piedi dei due santi unendo le tre figure in un unico spazio. La lunetta in basso, al centro, segna lo sfondamento del piano sottolineato dalla collana sospesa nel vuoto. Nella stessa sala si trova la bella Deposizione dalla croce di Colun de Coter in cui la drammaticità è sottolineata dall'affollarsi dei volti delle persone chine a sostenere il corpo del Cristo morto e dai colori bruciati e spenti.
La sala seguente è dedicata al messinese Girolamo Alibrandi. Tra i dipinti spiccano la grande Presentazione al tempio del 1519 (si notino i tratti nobili e dolci della donna in primo piano) e San Paolo. Nella stessa sala si noti una bella statua raffigurante la Madonna col bambino di A. Gagini. Il pittore romano Polidoro da Caravaggio e lo scultore ed architetto fiorentino Montorsoli portano a Messina il manierismo. A loro ed ai loro seguaci sono dedicate le sale 6 e S. Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio resta a Messina un anno, tra il 1608 ed il 1609, durante il quale dipinge l'Adorazione dei pastori e la Resurrezione di Lazzaro (sala 10). Basta questo breve periodo a influenzare gli artisti presenti nella città.
La bella e fastosa Berlina del Senato (sala 12), del 1742, ha rifiniture e piccole sculture in legno dorato e riquadri dipinti di fine fattura. Al piano superiore del museo sono conservati manufatti d'arte decorativa ed applicata.

Duomo - Quasi completamente ricostruito dopo il sisma del 1908 seguendo l'originale stile normanno, ha la facciata a salienti alleggerita da monofore e da un piccolo rosone centrale. Dei tre, il portale centrale, ricostruito utilizzando elementi originali (XV sec.) è racchiuso da colonnette sostenute da leoni ed è coronato, nella lunetta, da una Madonna col bambino del XVI sec.
Sul fianco destro, un piccolo edificio è rischiarato da belle bifore in stile gotico catalano. All'interno, bello il soffitto a capriate dipinto sul modello dell'originale distrutto dai bombardamenti dell'ultima guerra. Le travi di colmo presentano una decorazione a rosoni intagliati di gusto orientaleggiante.
Tesoro - Ingresso dall' interno del Duomo. Riunisce una bella collezione di arredi e paramenti sacri. Il pezzo più antico del tesoro (Alto Medioevo) è la Pigna, una lampada in cristallo di rocca. Moltissimi gli argenti e spesso di fattura messinese tra cui bracci-reliquiari (quello di S. Marziano con decorazione a motivi islamici e bizantini), candelieri, calici ed un bell'ostensorio del XVII sec.con due angeli (ed un pellicano al centro) che reggono la raggiera.

Orologio astronomico - E' l'elemento di maggior interesse del campanile, alto 60 m, che si erge sulla sinistra della chiesa. Costruito nel 1933 a Strasburgo, l'orologio meccanico si dispone su più livelli, ciascuno con una raffigurazione ed un movimento differente. Nel primo, una biga guidata da una divinità segna il giorno della settimana; nel secondo campeggia al centro la morte che úagita in segno ammonitore la falce, mentre le sfilano davanti un bambino. un giovane, un soldato ed un vecchio, le quattro diverse età dell'uomo. Sopra il santuario di Montalto (copia di quello che si vede anche da qui, volgendo lo sguardo a sinistra), un gruppo di personaggi illustra, a seconda del periodo dell'anno, la Natività, l'Epifania, la Resurrezione e la Pentecoste. Nel quadro superiore una scena legata alla leggenda locale: la Madonna consegna agli ambasciatori di Messina una lettera con la quale ringrazia ed accorda la sua protezione agli abitanti della città convertiti al Cristianesimo da S. Paolo Apostolo. Ed infatti la Madonna della Lettera è la protettrice di Messina.
Le due fanciulle che battono i colpi sulle campane sono due eroine locali, Dina e Clarenza, vissute nel periodo della resistenza contro gli Angioini (1282). Il livello più alto è occupato da un leone. Il lato sud del campanile presenta invece (a partire dal basso) il calendario perpetuo, quello astronomico con i segni zodiacali e le fasi lunari.
Ai dodici colpi di mezzogiorno tutti gli automi si mettono in movimento con una musica di sottofondo: il leone, simbolo della vitalità della città, ruggisce tre volte ed il gallo, tra le due fanciulle, canta.

ESCURSIONI
Ganzirri e Torre Faro - 1.5 km a Nord. Ganzirri, animato villaggio di pescatori, raggruppa le sue case attorno a due ampie lagune di acqua salmastra, utilizzate per la molluschicoltura. Il "lungolago", disseminato di ristorantini e pizzerie, è pieno di vita nelle sere d'estate. Proseguendo ancora verso nord, costeggiando lo stretto di Messina, si giunge a Torre Faro, piccolo villaggio a vocazione peschereccia su cui incombono il faro e il mastodontico traliccio deIl'elettrodotto che attraversa lo stretto.
Superare i Lidi di Mortelle e continuare fino a Divieto, poi proseguire nell'entroterra in direzione di Gesso. Superato questo paesino, dopo 6 km circa, una strada sulla destra conduce alla cima di Antennammare.

Monte Antennammare - Ci si inerpica fino alla portella S. Rizzo, dove la strada sulla destra conduce al Santuario di Maria SS. di Dinnammare sulla vetta del monte Antennammare (m 1130). Da qui la vista spazia su un panorama straordinario: Messina con il suo porto, Capo Peloro e la Calabria ad est, la costa ionica con la falce del promontorio di Milazzo e Rometta, arroccata su di un colle, ad ovest. Al ritorno, si prosegue fino al bivio e poi a destra, lungo i boscosi versanti del colle S. Rizzo, fino alle porte di Messina.

 

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