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Iniziamo
dallo splendido Teatro Antico, che scavato su una
parete della montagna crea un'insieme di incredibile bellezza. Il
Teatro, vero fiore all'occhiello della città, è il secondo in
Sicilia per grandezza dopo quello di Siracusa ed oggi è adoperato
per ospitare diverse manifestazioni di prestigio come il 'David
di Donatello' o 'Taormina Arte'. Realizzato in periodo
greco fu ristrutturato ampliamente in epoca romana, con mattoni
d'argilla e calce e decorato con splendide colonne in marmo bianco e
granito grigio. La struttura è suddivisa in tre parti: la scena,
l'orchestra e la cavea. In prossimità del teatro sorge l'Antiquarium,
piccolo museo archeologico che custodisce alcuni preziosi reperti
come ad esempio una statua dedicata a Caio Claudio Marcello
e un sarcofago di marmo, piccolo e ovale scolpito ad altorilievo. La
cosiddetta Naumachia (battaglia navale ) invece, è una
grande fontana monumentale formata da un muro, lungo più di cento
metri e alto cinque, in mattoni rossi arricchito da nicchie di
varia grandezza sollevate da terra, realizzata in età romana intorno
al II sec. d.C. Simile per struttura architettonica al teatro antico
ma più piccolo è l'Odeon, situato nel versante cittadino
nord-est e precisamente dietro la collina denominata
Santa Caterina di Alessandria d'Egitto e vicino al famoso
Palazzo Corvaia. Si tratta di un vero e proprio
castello che deve il suo nome alla famiglia che ne fu proprietaria
dal XVII al XIX secolo. Si presenta con una superba facciata
incoronata da una merlatura ed impreziosita con delle finestre a
trifora. Attualmente la struttura, di proprietà del comune, ospita
la Biblioteca civica e il Centro Mediterraneo di Arte Drammatica.
Da non perdere il Palazzo dei Duchi di Santo Stefano,
una piccola ma originale costruzione incorporata all'interno delle
antiche mura difensive cittadine. La sua massiccia e forte struttura
le conferisce l'aspetto di una fortezza che presenta una mescolanza
di elementi gotici, arabi e normanni. Il Palazzo è situato
esattamente vicino la Porta Catania risalente al
1440. Altra costruzione cittadina dalla discreta importanza è la
Badia Vecchia denominata anche 'Badiazza',
un torrione merlato normanno che ha subito ulteriori e decisivi
interventi decorativi nel '300. Camminando per il corso principale
si arriva a due punti d'incontro della città, cioè Piazza IX
Aprile dalla quale il panorama si perde nell'azzurro del
golfo e sull'Etna. La piazza ospita la Chiesa di San
Giuseppe che si eleva dall'alto di una gradinata in tutto
il suo splendore. La facciata barocca, compresa tra le due colonne e
di fianco l'elegante campanile, la cui cuspide sommitale richiama i
tratti dell'architettura aragonese; la Chiesa di Sant'Agostino
costruita intorno alla seconda metà del XV secolo in stile gotico.
La facciata, molto disadorna, è peraltro ingentilita dal bel portale
gotico archiacuto, mentre di fianco, il campanile, si distingue per
la cella campanaria con archetti gotici e cornici in pietra lavica.
Sempre nella piazza si affaccia la famosa Torre
dell'Orologio detta anche Porta Messina di periodo
tardo-medioevale. Un altro punto d'incontro cittadino è la
Piazza Duomo costruita attorno ad una bella fontana barocca
con il simbolo cittadino del centauro, sulla quale si affaccia il
Palazzo Municipale, dagli elementi architettonici
seicenteschi. Sempre in Piazza Duomo si trova la Cattedrale
o Duomo di Taormina, edificata intorno al 1400 sui ruderi
di una piccola chiesetta medioevale dedicata a San Nicola di
Bari. La Chiesa ha una struttura a croce latina con tre navate,
nelle due laterali si trovano i sei altari minori. Di notevole
interesse il portale principale, ristrutturato nel 1636, con un
grande rosone scolpito d'ispirazione rinascimentale.
ISOLA BELLA - Ai piedi di Taormina,
tra Capo Taormina e Mazzarò, si trova uno dei più
belli e suggestivi isolotti della zona, Isola Bella.
Incastonata tra il mare e la terra ferma l'isola, è collegata a
quest'ultima da una sottile striscia di sabbia, la cui forma viene
continuamente modellata dalle correnti e dalle maree. La Riserva
Naturale è un luogo suggestivo, meta ambita di numerosissimi
turisti, e dall'alto del belvedere di Taormina è possibile ammirarla
in tutto il suo splendore. Proprio da questa terrazza naturale parte
un piccolo sentiero che permette di raggiungere la Riserva partendo
direttamente dal centro abitato. Il sentiero si snoda attraverso
scale e tratti di strada che da quota 166metri sul livello del mare
conducono, costeggiando Monte Tauro, alla Riserva. Quest'ultima
è fruibile durante tutto il corso dell'anno, grazie al clima
mediterraneo e mite che permette a qualche temerario di fare il
bagno già nel mese di Novembre e Febbraio. Naturalmente il periodo
più adatto per visitare la Riserva è la primavera in cui si assiste
alla rinascita della natura con una vera e propria esplosione di
colori oppure a fine estate dopo le prime piogge. Dalla spiaggia, in
prossimità dell'istmo è possibile ammirare la baia, protetta dalle
alte pareti dei due promontori. A Nord il Capo Sant'Andrea
che ospita la splendida Grotta Azzurra, a sud il Capo
Taormina con i suoi spettacolari faraglioni. Entrambi i promontori,
illuminati dai caldi colori del sole, all'alba e al tramonto,
offrono scenari incantevoli.
La Riserva, che copre una superfice totale di 10,49 ettari, è
costituita per lo più da territorio privato o dato in concessione
demaniale ed è divisa fondamentalmente in due zone: la Zona A
(1,12 ettari) che comprende l'isolotto, gli scogli che lo circondano
e l'istmo di sabbia che l'unisce alla spiaggia; la Zona B di
Preriserva (9,37 ettari) che comprende l'intero promontorio di
Capo Sant'Andrea, la striscia di terra, che ne rappresenta il
confine, fino all'inizio della falesia di Capo Taormina.
La Riserva è ricca di vegetazione e alterna la tipica macchia
mediterranea, soprattutto nella Zona A, con specie esotiche come la
Strelitzia gigante, Stelitzia augusta, il
Sangue di dragone, Dracena draco; le Cycas e
la Cycas revoluta. Tali piante provenienti da paesi dove
esiste un clima mediterraneo trovano sull'isola le condizioni idonee
per crescere rigogliose e svilupparsi accanto a quelle originarie
come il Lentisco, la Pistacea lentiscus, l'Euforbia
arborea, l'Euphorbia dendroides, l'Alaterno, il
Rhamnus alaternus.
Una zona del Capo Sant'Andrea ha subito un'opera di rimboschimento
da parte del Corpo Forestale anche in seguito ai ripetuti incendi,
responsabili del degrado ambientale. Tra le diverse specie rare o
endemiche ricordiamo il Cavolo bianco, la Brassica
incana, il Limonio ionico, il Fiordaliso di
Taormina e la Centaurea tauromenitana. L'isola è
popolata da numerosi uccelli. Alcuni stazionano qui per l'intero
anno, altri solo per pochi giorni, durante le loro migrazioni. Le
rupi e le falesie dei promontori sono le zone più popolate, anche
perchè poco disturbate dall'uomo. Qui vivono il Gabbiano reale,
il Larus argentatus, il Gabbiano corso, il
Martin pescatore, l'Alcedo atthis ed altri uccelli
tipici delle pareti rocciose fra cui il Falco pellegrino,
il Passero solitario, il Rondone maggiore, l'Apus
melba. Il resto dell'isola è popolato da interessanti specie di
uccelli come il Tuffetto, il Tachybaptus ruficollis;
il Cormorano, il Phalacrocorax carbo e l'Airone
cenerino, Ardea cinirea che, a differenza dei
precedenti, si fermano lungo la costa solo per brevi soste durante
le battute di caccia. Anche la vegetazione, arbustiva ed arborea,
offre riparo a centinaia di uccelli, fra i quali: la Ghiandaia
marina, la Coracias garrulus; l'Upupa e la
Civetta, Athene noctua e uccelli di più piccola
dimensione come il Cardellino, la Ballerina bianca,
la Motacilla alba alba e la Cinciarella. Tra i
mammiferi ricordiamo i pipistrelli che trovano riparo all'interno di
alcune grotte e cavità, rettili ed insetti in particolare, la
Podarcis sicula medemi, una lucertola variopinta il
cui ventre è di colore rosso, più o meno intenso in relazione al
periodo. Il mare non rientra nel territorio di gestione della
Riserva, pur essendone parte integrante. Le acque di Isola
Bella ospitano una miriade di variopinti organismi dalle
alghe a tutti gli esseri che trovano ricovero fra esse. Già a
qualche centimetro di profondità si possono ammirare decine di
piccoli crostacei, molluschi e pesci di scogliera. Più in profondità
invece, si trovano branchi di pesci variopinti. Man mano che si
scende risulta evidente il diminuire della vegetazione, a causa
della minore quantità di luce presente. Nei numerosi anfratti
presenti nella roccia o nelle zone d'ombra tuttavia ci si può
imbattere in pesci e molluschi di grossa taglia, di solito intenti a
sorvegliare l'ingresso della loro tana o appostati in attesa
dell'arrivo di una preda.
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