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BED & BREAKFAST - Hotels - BAR - BIBLIOTECHE - CAMPEGGI - DIVING - ESCURSIONI - ISTITUZIONI - MUSEI - NOLEGGIO - OSTELLI - PIZZERIE - RISTORANTI - TRASPORTI - VILLAGGI - Info Utili borgo antico, castello di milazzo, baia s. antonio, sant antonio, ![]() borgo antico, castello di milazzo, baia s. antonio, sant antonio, Per gli amanti del mare e della natura vi è un altro modo
per conoscere il promontorio e godere delle sue bellezze:
circumnavigarlo! L'itinerario proposto prende l'avvio dalla Spiaggia
di Vaccarella, zona di pescatori, caratterizzata dalle barche
allineate lungo la riva e dalle reti stese al sole. Appena
salpati, uno sguardo indietro per ammirare l'antico borgo e
la città murata. Si passa davanti la spiaggia "Croce di Mare", forse
la località di balneazione più antica per i milazzesi,
contraddistinta da una Madonnina posta su uno scoglio. Continuando
si giunge alla verde contrada dell'Oliva, sovrastata dalla "Torre
del Corvo" del XVI secolo, trasformata nell'800 dagli
Inglesi.Lasciata "Cala Oliva" si incontra la "Cala del Pepe" dove
fino a non molto tempo fa vi era una tonnara e si arriva quindi a
"Punta Rugno" dominata dall'alto da Villa Rizzo, che è stata la
residenza dell'ammiraglio Luigi Rizzo, il pluridecorato eroe della
prima guerra mondiale. Il posto ha un particolare valore affettivo
per tutti i milazzesi che passando tutt'oggi rivolgono un saluto ed
un pensiero al "loro Ammiraglio".
Spostandosi poi verso "Punta Trifiletti" è possibile osservare la "Grotta dell'Oro", così denominata nel ricordo di un antico episodio. Sembra infatti che il luogo, durante la guerra del 1718 tra tedeschi e spagnoli sia stato utilizzato come rifugio da alcuni sostenitori spagnoli. La leggenda riferisce addirittura che gli stessi siano riusciti a fuggire dalla grotta sfruttando la superstizione popolare che riteneva che un mostro marino la abitasse e corrompendo con monete d'oro (da cui il nome della grotta) gli armigeri austro-piemontesi inviati per catturarli. Superata "Punta Rotolo" è tutto un susseguirsi di cale e
spiagge, non tutte facilmente raggiungibili da terra. La prima di
queste è la "Baia Paradiso", che deve il proprio nome da un'effigie
della "Madonna del Paradiso" conservata nella Cappella privata di
Villa Bonaccorsi che sovrasta la stessa Baia. Qui il fondale,
visibile anche dall'alto presenta un fondo sabbioso e ricco di
praterie di posidonie. S'incontrano più avanti i villaggi turistici
Riva Smeralda e Cirucco. Doppiata "Punta Mazza" si apre la "Baia
della Renella", caratterizzata da un'incantevole spiaggia di sabbia
bianca da un lato e dallo stupendo scenario delle Isole Eolie
dall'altro. Qui è la "Secca di Levante" con acque limpide e ricche
di vita. All'estremità del promontorio, sopra una balza a picco sul
mare, detta Salto del Cavallo, il Faro di Capo Milazzo.
Merita di essere segnalata la cosiddetta "Tavola di Baele",
legata ad un antico aneddoto secondo il quale un barone milazzese
pranzò li con altri commensali durante la bassa marea, lasciando in
balia delle onde i piatti e le posate d'argento. In prossimità della
"Punta Messinese" (estrema Punta del promontorio), si apre una
piccola grotta denominata "Gamba di donna", dalla forma di una selce
che dal tetto si immerge nell'acqua.Un breve tratto ancora e si
aprono le piscine di "Punta Messinese", fronteggiate dallo "Scoglio
della Portella" (o "Carciofo"). Suggestivo, tra l'altro,
l'attraversamento del corridoio di mare tra la punta e lo scoglio
del "Carciofo", consigliabile però solo ad imbarcazioni di piccolo
pescaggio.
A circa un miglio dalla Punta si trova la "Secca di
Ponente" con un fondo variabile dai 10 mt. ai 50 mt. Interessanti
squarci fotografici vengono offerti da questa secca, luogo
designato, tra l'altro, per lo svolgimento dei Campionati italiani e
mondiali di fotografia subacquea. Vi si trovano pareti a strapiombo
ricche di anfratti ed archi, dove è facile incontrare l'Anthias
(pesce tipico dei mari tropicali) ed il famoso "Corallo nero del
Mediterraneo".
La "Baia di Sant'Antonio" è, senza dubbio la più grande ed incantevole del promontorio. Eccezionale, e consigliabile, la visita al tramonto. La Baia è caratterizzata dai resti di una vecchia torre di avvistamento; dal suggestivo "Santuario di Sant'Antonio da Padova", del XIII sec., ricavato in una grotta. Sopra "Monte Trino", il punto panoramico più alto del promontorio e che sovrasta l'intera penisola, un'antica chiesetta sorge sul luogo, dove la leggenda ci tramanda l'esistenza di un tempio pagano dedicato a Diana, Apollo ed Osiride. Sulla costa, in corrispondenza di "Monte Trino", vi è lo scoglio noto per la macabra esposizione delle teste degli impiccati. Un ultimo tratto di costa per raggiungere, infine, la
"Baia del Tono" (localmente indicata come "Ngonia", etimo d'origine
greca ad indicare la spiaggetta "nascosta" o posta al riparo da
venti e marosi), punto di arrivo del nostro itinerario. Meritano qui
essere segnalati: la "chiesetta dei pescatori"; l'antica grande
tonnara oggi adibita a residence; il Castello con le sue
fortificazioni ed, in basso, la mitica "Grotta di Polifemo". Da qui
si snoda la bella riviera di Ponente caratterizzata da chilometri di
profondo arenile.
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