|
|||||||||
|
|||||||||
|
Questa località balneare si sviluppa tutta alle spalle del lungomare, che corre parallelo alla lunga spiaggia che si stende da Capo Schisò a sud a Capo Taormina a nord-ovest. A lungo relegato a ruolo di ancoraggio per Taormina, il "borgo delli giardini" così detto per le coltivazioni di cotone e canna da zucchero, poi sostituite da agrumeti che costituivano la sua principale risorsa, è divenuto, a partire dagli anni 50, un importante centro turistico, grazie anche all'attrazione esercitata dalla vicina Taormina, che gli fa da splendido scenario. GLI SCAVI
Accesso da via Stracina, continuazione di via Naxos, o
dal Museo (ma solo negli orari di apertura di quest'ultimo),
in via Schisò. Museo Archeologico - Via Schisò. Situato accanto a un fortino borbonico, il museo custodisce reperti degli scavi. Al piano terra sono esposte ceramiche che attestano la presenza sul Capo Schisò di un insediamento fin dal Neolitico e per tutta l'età del Bronzo. Di particolare interesse un frammento di scodella nello stile di Stentinello (IV-III millennio) e ceramiche piumate dello stile di Cassibile (I millennio a.C.). Un reperto straordinario è rappresentato dai frammenti di sime (parti terminali del tetto) provenienti forse dal tempio B (inizio del VI sec. a.C.), a vivaci disegni policromi con gocciolatoi per le acque piovane (ve ne sono sia al piano terra che al piano superiore). Al 1° piano sono esposti vari esemplari di protomi (oggetti votivi che venivano appesi alle pareti) a forma di busto o volto femminile, antefisse a testa di sileno, che testimoniano il culto di Dioniso e una bella arula, ricomposta nel 1990 (un frammento si trovava a Heidelberg). Inoltre sono da notare una fine statuina di dea velata (probabilmente Hera) del V sec. e una statuina di Afrodite Appia del IV sec. a.C. di delicata fattura, oltre che il corredo funerario di un chirurgo con vasetti per unguenti, uno strigile, uno specillum, strumento utilizzato dai medici per esaminare le ferite e una bella coppa in vetro, probabilmente importata dall'Egitto o dalla Mesopotamia. Molto belli anche un elmo tracio in bronzo del IV sec. a.C. e un peso per bilancia a forma di busto di Athena (V-VI sec. d.C). All'interno del fortino sono esposti reperti subacquei: ceppi d'ancore, anfore, macine. STORIA
E su Capo Schisò, promontorio originatosi in
seguito a una colata lavica, che i primi coloni calcidesi,
guidati da Teocle, fondano nel 734 a.C. Naxos, concordemente
indicata come la più antica colonia greca della Sicilia. Il
nome le deriva dall'isola delle Cicladi dove, secondo la
leggenda, Dioniso incontra Arianna, abbandonata da Teseo, e
la rende sua sposa. Nel 729 Teocle fonda le colonie di
Catane e di Leontinoi, più a sud.
|
|