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Geografia
Palermo, capoluogo della provincia omonima
e della Sicilia, si sviluppa sulla costa settentrionale dell'isola, in
una incantevole insenatura che sin dai tempi antichi la rese il "porto
per eccellenza" o "tutto porto" (in latino: Panormus). La città si
estende infatti lungo il pendio della Conca d'Oro, una fertile zona
agricola coltivata ad agrumi, tra il Monte Pellegrino e il Capo
Mongerbino, mentre, verso l'interno, la città sale fino a Monreale. La
profonda insenatura del porto si sviluppa dal Foro Italico
all'Acquasanta; ben attrezzato, il porto di Palermo ha un notevole
movimento sia di merci che di passeggeri. In un'area di circa 159 Kmq,
l'abitato, originariamente circondato da una cinta muraria, si estese
gradualmente, soprattutto ad opera degli Arabi e dei Normanni,
attraverso un irregolare reticolo di strade e vicoli. Successivamente
gli Aragonesi vi aprirono due lunghe arterie rettilinee, ottenute con la
demolizione di molti vecchi edifici: la prima si sviluppa
perpendicolarmente alla costa e comprende Corso Vittorio Emanuele e
Corso Calatafimi; l'altra, ortogonale alla precedente, si allunga
attraverso le attuali Via Oreto, Via Maqueda, Via Ruggero Settimo e via
Libertà. Le due arterie tagliano la città in quattro parti e si
intersecano nella Piazza Vigliena, i ben noti Quattro Canti di Città,
denominata anche il "teatro del sole", perché vi si scorge il sole dal
tramonto all'alba. In età borbonica la cinta muraria ebbe un ulteriore
ampliamento verso sud-ovest, fino a Monreale. Dopo l'annessione della
Sicilia all'Italia, Palermo ebbe una notevole espansione edilizia,
realizzata secondo precise direttive che prevedevano per i nuovi
quartieri una regolare struttura a scacchiera e all'estremità sud
orientale della Via Maqueda sorse la stazione centrale. |
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