|
|||||||||
|
|||||||||
|
Cefalù, Cefalù, Cefalù, Cefalù, Cefalù, Cefalù, Cefalù, Cefalù, Cefalù, Cefalù, Cefalù, Cefalù, Cefalù, Cefalù, Cefalù, Cefalù, Cefalù, Cefalù, Cefalù, Cefalù, Cefalù, Cefalù, Cefalù, Cefalù, Cefalù, Cefalù, Cefalù, Cefalù,
Situata sulla costa settentrionale
dell'isola, ad una estremità del golfo di Termini Imerese,Cefalù si
trova a circa 50 km da Palermo, sull'autostrada Palermo-Messina. Il nome della città può
farsi risalire al greco Kephaloidion, derivante da kephalè con
riferimento alla rocca a forma di "capo" che sovrasta la città.
Con una serie di scavi, che si sono
succeduti dal 1980 ad oggi, si sono riportate alla luce indicative
testimonianze dell'insediamento ellenistico-romano.
Già da qualche tempo, l'area del centro storico di Cefalù era stata indicata come sede dell'antica Kephaloidion, contrariamente all'ubicazione tradizionale sulla Rocca, e ciò tenuto conto anche dei risultati degli scavi condotti nella necropoli a partire dal 1976. Gli scavi nell'area urbana hanno già portato alla luce ben sei strade accuratamente pavimentate ed altre strutture murarie che, tenuto conto anche di certe caratteristiche della griglia urbana attuale, hanno consentito di formulare concrete ipotesi sui caratteri e la tipologia dell'antico centro. Si tratta certamente di un impianto urbanistico ortogonale, di tipo ippodameo, con larga plateia al centro di una serie di plateiai minori, intersecate da una serie di stenopoi (strade) che delimitano isolati piuttosto regolari. Alcune delle strade messe in luce presso il Duomo, presso l'ex Convento di Santa Caterina e presso la Corte delle Stelle sono già state allestite per essere rese visitabili. Le abitazioni dovevano essere molto curate, a giudicare da quella identificabile nell'area di rinvenimento del pavimento musivo con amorino su cigno (inizi del I sec. a.C.), oggi al museo Mandralisca, e dai resti della vasta casa in luce nell'area dell'Osterio Magno, dove per altro é stato trovato un tesoretto di monete bronzee con Pegaso e palmetta dattilifera (fine del IV secolo a.C.). L'area urbana è delimitata da una cinta muraria a grandi blocchi (le mura megalitiche), ben databile alla fine del V secolo a.C. e non certamente da riferire ad età pelargica o ciclopica, com'era opinione corrente. Le mura, integrate da torrette non molto sporgenti, sono ancora visibili lungo la costa dove si incastrano direttamente sulla scogliera, conferendo a Cefalù, la caratteristica di "fortezza fabbricata sopra gli scogli", come la descrive Edrisi.
|
|