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 ■ Cefalù

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Situata sulla costa settentrionale dell'isola, ad una estremità del golfo di Termini Imerese,Cefalù si trova a circa 50 km da Palermo, sull'autostrada Palermo-Messina.
La città è sovrastata da un'altura di 270 m., dal particolare profilo a forma di testa, che cade a picco sul mare, mentre sul versante interno si apre sull'agglomerato urbano, scendendo gradualmente in un declivio erboso.

Cefalù è una piccola città di mare, con un pittoresco porticciolo dal quale si osserva il caratteristico fronte a mare della città murata, con gli archi che fanno da ricovero alle barche.

Il clima, tipicamente mediterraneo, gode di estati asciutte e calde, mitigate dalla ventilazione, ed inverni miti e moderatamente piovosi. Situata all'interno del Parco delle Madonie, Cefalù dista pochissimo dalle sue più note località montane.

Il nome della città può farsi risalire al greco Kephaloidion, derivante da kephalè con riferimento alla rocca a forma di "capo" che sovrasta la città.
Le origini della città sono ignote: sulla Rocca si trovano probabili tracce di un insediamento preistorico, notizie documentate della città si hanno però solo a partire dal IV secolo.

Dopo la conquista da parte dei Siracusani, Cefalù passó sotto il dominio romano.
Sorti alterne condussero poi al periodo bizantino, del quale forniscono testimonianze alcuni reperti trovati nella vicina Gibilmanna.
Seguì poi la dominazione araba e quindi la conquista normanna: in questo periodo la città raggiunse splendore e ricchezza e, per volontà di Ruggero II, fu costruita la grandiosa Cattedrale ed ingrandito l'impianto urbano.

Nel 1348 la città passò in possesso alla potente famiglia dei Chiaramonte, poi dei Ventimiglia, conti di Geraci Siculo, che tennero la città in regime feudale ed eressero per propria residenza quel magnifico edificio conosciuto come "Osterio Magno".

Tra il 500 e il 600, si completa l'urbanizzazione della cittadina con la costruzione di numerosi conventi dei vari Ordini religiosi, tra cui quelli Domenicani e dei Carmelitani, e diversi palazzi nobiliari che affacciandosi sul centralissimo Corso Ruggero daranno l'impronta definitiva al centro storico.
Nel periodo spagnolo, la città attraversò comunque un momento di crisi per riprendere vigore ed attività nel corso dei moti rivoluzionari del 1820 e 1846.

Con una serie di scavi, che si sono succeduti dal 1980 ad oggi, si sono riportate alla luce indicative testimonianze dell'insediamento ellenistico-romano.
Già da qualche tempo, l'area del centro storico di Cefalù era stata indicata come sede dell'antica Kephaloidion, contrariamente all'ubicazione tradizionale sulla Rocca, e ciò tenuto conto anche dei risultati degli scavi condotti nella necropoli a partire dal 1976.

Gli scavi nell'area urbana hanno già portato alla luce ben sei strade accuratamente pavimentate ed altre strutture murarie che, tenuto conto anche di certe caratteristiche della griglia urbana attuale, hanno consentito di formulare concrete ipotesi sui caratteri e la tipologia dell'antico centro.

Si tratta certamente di un impianto urbanistico ortogonale, di tipo ippodameo, con larga plateia al centro di una serie di plateiai minori, intersecate da una serie di stenopoi (strade) che delimitano isolati piuttosto regolari.

 Alcune delle strade messe in luce presso il Duomo, presso l'ex Convento di Santa Caterina e presso la Corte delle Stelle sono già state allestite per essere rese visitabili.
Le abitazioni dovevano essere molto curate, a giudicare da quella identificabile nell'area di rinvenimento del pavimento musivo con amorino su cigno (inizi del I sec. a.C.), oggi al museo Mandralisca, e dai resti della vasta casa in luce nell'area dell'Osterio Magno, dove per altro é stato trovato un tesoretto di monete bronzee con Pegaso e palmetta dattilifera (fine del IV secolo a.C.).

L'area urbana è delimitata da una cinta muraria a grandi blocchi (le mura megalitiche), ben databile alla fine del V secolo a.C. e non certamente da riferire ad età pelargica o ciclopica, com'era opinione corrente.
Le mura, integrate da torrette non molto sporgenti, sono ancora visibili lungo la costa dove si incastrano direttamente sulla scogliera, conferendo a Cefalù, la caratteristica di "fortezza fabbricata sopra gli scogli", come la descrive Edrisi.

 

 

 

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